Dove la memoria diventa futuro

La consapevolezza di ieri, la responsabilità di oggi, la libertà di domani

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I ragazzi delle classi IV e V del nostro istituto hanno partecipato a importanti eventi di Educazione alla Legalità e contrasto alla criminalità organizzata, promossi dal CPL Falcone e Borsellino di Bergamo in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale e la Questura. Il 23 maggio non è solo una data simbolo delle stragi mafiose, ma il giorno in cui l’Italia ha scelto di resistere.
Da questa consapevolezza è nato l’incontro tenutosi il 22 settembre 2026, per le classi IV, che ha visto protagonisti il Questore di Bergamo, Vincenzo Nicolì, il Procuratore, Maurizio Romanelli, e Tina Montinaro.
In quella mattinata, le classi IV hanno partecipato all’evento presso l’Auditorium del Liceo Mascheroni, intitolato “Dove la memoria diventa futuro”, arricchito dalla testimonianza straordinaria di Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro (capo della scorta di Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci).
Oggi la mafia non si mostra solo con la violenza, ma si infiltra silenziosamente nell’economia e nella società attraverso favori e silenzi. Per combatterla non basta colpire i reati, bisogna spezzare la rete che le permette di sopravvivere.
A dare voce a questa lotta è proprio Tina Montinaro: il 23 maggio 1992 perse il marito Antonio, caposcorta del giudice, ucciso insieme a Rocco Dicillo e Vito Schifani. Rifiutando l’idea che le vittime venissero ridotte a semplici etichette, Tina ha trasformato le lamiere della Quarto Savona 15 in una testimonianza itinerante. Ha scelto di restare a Palermo perché, come ha ricordato con forza, «sono le mogli dei mafiosi che devono andare via, non le mogli dei poliziotti».
Inoltre, il 28 settembre, le classi V hanno preso parte alle visite guidate nel cortile interno del Palazzo della Provincia (Prefettura di Bergamo) per vedere proprio la teca itinerante della Quarto Savona Quindici.
La legalità non è un concetto astratto, ma una scelta quotidiana fatta di coerenza, rifiuto del compromesso e opposizione all’indifferenza.
A distanza di oltre trent’anni, le lamiere di quella Croma continuano a viaggiare per l’Italia per ricordarci una verità incancellabile: la mafia pensava di fermare degli uomini, ma non ci è riuscita.